Fondali fotografici - Uno studio portatile

Continua il mio viaggio nel mondo dei fondali. Come ho già avuto modo di scrivere tutto è nato per curiosità. Mi ero limitato a osservare qualcosa che catturasse il mio interesse, i fondali dipinti a mano, e a cercare di portarli nelle mie fotografie di ritratto. L’uso che ne viene fatto comunemente, forse per ragioni di costi o di reperibilità, o di opportunità, è nella fotografia di moda o comunque rivolta al mondo dell’editoria, della pubblicità. Forse pochi si chiedono se questi oggetti possano essere indicati anche per i ritratti delle persone “comuni”. Io non mi sono posto precisamente questo quesito. Sono partito in quarta cercando di trovare il modo per realizzare questi fondali. Come ho scritto in questo post il modo si è trovato.

Mancava però un altro elemento: la portabilità. 

Premesso che il discorso potrebbe essere valido anche per i fondali di carta o di altro genere, interessandomi prevalentemente di fondali in tela dipinti a mano di questo voglio parlare. Mi è capitato così di trovare alcune soluzioni e idee osservando, ancora una volta, altri fotografi, per lo più americani. La soluzione l’avevo trovata, un sistema molto robusto, abbastanza portatile e non troppo ingombrante. Un sistema che mi permettesse di portare il mio studio fotografico ovunque, cioè direttamente dal cliente o in qualsiasi altro luogo del pianeta terra, beh raggiungibile in auto, almeno. Fu così che andai a trovare il mio amico Silvio Muraro. Un abile artigiano oltre che un imprenditore, visto che è sempre presente e attivo nella sua azienda. Un uomo costantemente in movimento, che scruta il mondo con curiosità sorprendente. L’ho conosciuto per caso anni fa, quando cercavo uno stativo molto particolare che gli americani chiamano c-stand e che Silvio produce assieme ad altre decine di stativi, treppiedi e accessori per il mondo cinematografico, fotografico e video. Una piccola azienda la sua, ma che, vista la qualità e robustezza dei prodotti che realizza, non ha nulla da invidiare ai colossi multinazionali come la Manfrotto. A lui mi sono rivolto per trovare la soluzione portatile. Ed è molto semplice, di una robustezza infinita. Ho testato il sistema per diverse settimane e ancora lo sto facendo. 

Considerando la misura dei fondali di tela, perfetta per essere trasportata, e considerando la possibilità di installarli con un solo stativo, la portabilità c’è, eccome! 

Chiunque volesse un ritratto ambientato, anche fosse nel suo giardino o nel suo garage, ora lo posso accontentare. Ritratti come in studio ovunque. Perché insistere su questi fondali di tela? I ritratti si possono fare comunque in qualsiasi luogo senza la necessità di portarsi dietro un fondale. Ottima obiezione, infatti la mia soluzione è per chi lo desidera, non per tutti. Posso solo aggiungere – e approfondirò questo ma anche altri aspetti nei prossimi articoli – che il fondale inserito in un’ambientazione qualsiasi contribuisce a rendere l’immagine più profonda, più tridimensionale e, probabilmente, la cosa che veramente mi attrae è quella sorta di astrazione che porta con sé. 

Dietro questo nascente progetto ci sono delle persone, le loro abilità e la loro vita, i prodotti nascono con un dna fatto di amore, studio e sudore. 

 

Vi invito a visitare il sito di Silvio Muraro:

https://www.murarolightstand.com

 

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