Fondali fotografici - Il primo campionario

 

A volte le cose sembrano capitare per caso, ma sono convinto che in realtà il caso non esista e nemmeno qualcosa di soprannaturale che le faccia capitare. Ritengo sia molto più probabile che la causa di tutto ciò che ci accade sia il nostro comportamento, il nostro modo di interagire con le persone che ci circondano. 

Dalla “casualità”, cioè da una serie di circostanze che si sono succedute e accavallate, è nata la storia che nei prossimi mesi vorrei raccontarvi mano a mano che si evolverà. La sua metamorfosi sarà probabilmente anche la mia.

Mi sono interessato per alcuni mesi ai fondali dipinti da Sarah Oliphant, probabilmente l’artista più apprezzata nel mondo dei fondali fotografici dipinti a mano, che in inglese suona come hand painted backdrop o canvas backdrop. Tra i suoi clienti spicca il nome di Annie Leibovitz, ma ce ne sarebbero parecchi da citare.

Senza contare le riviste nelle quali compare un suo fondale. Un’icona nel mondo della fotografia per il suo contributo artigianale/artistico, un faro che illumina le fotografie.

Qui trovate un articolo interessante che traccia un veloce profilo della signora Oliphant.

Come sempre tutto nasce per curiosità, vedi una cosa che ti piace e vorresti averla o provare a realizzarla. 

Così è accaduto con i fondali dipinti a mano. Da diverso tempo sono attratto da questo oggetto ornamentale, ne ho già scritto qui. Naturalmente il primo approccio, molto provinciale e che spesso mi caratterizza,  è dire: «costa troppo, me lo faccio io».

Ho deciso così di comprare una tela artistica per poterla dipingere come immaginavo nella mia testolina, ma la mia completa ignoranza  pittorica mi ha fatto frenare quasi subito, attendevo che qualcuno mi desse un’idea.

Capitò così che una cara amica mi suggerisse di consultare una sua amica, che ora è pure mia, che avrebbe potuto aiutarci e consigliarci su come dipingere questo fondale. Le cose non andarono proprio così, andarono molto meglio. L’esperta si volle cimentare in prima persona nella realizzazione del fondale, ritenendola cosa interessante e da provare.

Il risultato fu davvero interessante, addirittura sorprendente.

Ora ha realizzato un campionario. La sua decennale esperienza nel mondo del restauro di dipinti non può che renderla perfetta in questo ambito.

Ma non è finita qui, immaginate la mia soddisfazione nel poter provare un intero campionario di fondali e poter scegliere il colore, la sfumatura, il gradiente che più mi piace. Sta capitando anche questo.

Per ora non voglio pubblicare il campionario intero perché tutto è in evoluzione e ci sarà tempo e modo per presentarlo. Ma vorrei solo darvi un’anticipazione sulla collezione primavera-estate (naturalmente sto scherzando) che probabilmente metterò a disposizione nei miei ritratti in studio ma anche all’aperto o in qualsiasi luogo ci si voglia far fotografare. A presto.

 

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