Cinque ottime ragioni per farsi fare un ritratto fotografico

Nell’era di proliferazione di immagini, dove tutti fotografano tutto, perché dovrei farmi fare un ritratto da un fotografo professionista? 

A questa semplice domanda ho deciso di rispondere in modo chiaro e sintetico. Sono certo che dopo aver letto questo articolo la domanda cambierà in: dove trovo il fotografo che sappia ritrarmi? 

Beh, uno potrei essere io, ma leggi tutto prima di giungere a conclusioni.

 

1. Lo smartphone e l’allergia alla stampa

Lo smartphone è diventato uno strumento d’uso quotidiano certamente più per l’interazione che consente, anche attraverso le fotografie, che per telefonare. 

Però ci sono alcuni limiti – il fotografo, la luce, il sensore dell’apparecchio – e, pur dando per scontato che la persona sia molto brava nel fotografare, che la luce sia la migliore possibile e che lo smartphone sia il migliore al mondo, rimane il fatto che spesso, per pigrizia o per dimenticanza, le immagini vengano abbandonate sul cellulare, magari per essere condivise in bassa qualità su qualche social. 

Queste immagini fra 5-10 anni esisteranno ancora? Ci saremo ricordati di stamparle? Le avremo trasferite su dischi fissi che avremo periodicamente aggiornato? Insomma, saremo ancora in grado di recuperarle?

Mah, io non me la sentirei di rispondere sì a tutte queste domande e inoltre è molto probabile che le immagini che ci sembrano bellissime sullo smatphone, una volta stampate risultino piuttosto deludenti.

Ecco dunque il primo motivo per cui, secondo me, vale la pena di farsi fare un ritratto da un fotografo professionista: una bella stampa, su carta di qualità, dura quasi per sempre e per di più la possiamo incorniciare, averla sempre sotto gli occhi o regalarla ai nostri cari.

 

2. Cambiare punto di vista

 

Se siamo abituati a farci ritrarre da amici e parenti o a farci autoritratti avremo, probabilmente, fotografie molto simili tra di loro. Sì, certo, momenti diversi, luoghi diversi, ma le fotografie potrebbero riproporre sempre la stessa immagine di noi. 

Credo che rivolgersi a un fotografo professionista per vedersi, almeno una volta, attraverso un’ottica diversa – scusate il gioco di parole – sia un buon motivo per cui vale la pena di farsi fare un ritratto da chi lo fa di mestiere. Il punto di vista di un «autore» di fotografie.

 

3. Tempo per se stessi

 

Eh sì! Quanto tempo dedichiamo a noi stessi? Al nostro benessere? Anche farsi fare un ritratto potrebbe, per un paio d’ore, distrarre dai problemi quotidiani. Il fatto di lasciarsi andare potrebbe essere terapeutico quanto un massaggio in una spa o una seduta dall’estetista o dal parrucchiere. Un modo diverso di prendersi cura di se stessi. 

Una seduta di ritratto è anche un momento introspettivo. Nel corso del lavoro, utilizzando illuminazione, sfondi e pose efficaci, i miei sforzi si concentrano nel tentativo di catturare l’essenza del soggetto. Ovviamente ciò non può accadere senza la collaborazione della persona che mi trovo davanti, ed è perciò che generalmente, superato l’iniziale imbarazzo, si giunge a una maggiore conoscenza dell’altro e, allo stesso tempo, a una più profonda consapevolezza di se stessi. 

 

4. Il mito della fotogenia

 

Il concetto di bello è soggettivo, cambia nel tempo, nelle diverse culture e con le mode. Ma essere belli non vuol dire essere fotogenici e viceversa.

Se la bellezza, entro i limiti che abbiamo appena citato, è una dote innata, altrettanto non si può dire per la fotogenia: chiunque – sempre che lo voglia – può imparare a essere fotogenico.

Vi sono atteggiamenti fisici e mentali che, una volta individuati, possono aiutarci a mostrare il nostro lato migliore.

La riuscita di un ritratto è legata a diversi fattori che un fotografo dovrebbe essere in grado di cogliere e sfruttare. Affidarsi all’esperienza, ai suggerimenti e alle tecniche di chi fa della fotografia di ritratto il proprio mestiere è una garanzia che il risultato sarà soddisfacente. 

 

5. È sempre l’età giusta

Un ritratto fotografico può accompagnare ogni età, ogni nuova ruga, ogni momento della vita. È la traccia della nostra nascita, crescita e maturazione, è il nostro tatuaggio stampato su carta fotografica. 

In ciascuno di noi c’è una storia, una vita intera che può essere rappresentata e colta dal nostro sguardo, il volto come mappa geografia del nostro vissuto: perché limitarci da questo punto di vista? 

Io ritengo che l’avanzare del tempo e il fatto che questo contribuisca a cambiare le persone (non solo esteriormente), sia una fra le cose più affascinanti della vita. 

Sì, ne sono fermamente convinto, è sempre l’età giusta per farsi fotografare.